Anche se non tutti lo sanno, ai sacerdoti era proibito in passato mangiare le cipolle. Tutto nasceva da una credenza a proposito di un potere particolare. Andiamo a vedere in maniera dettagliata di che si tratta e che cosa sapere a riguardo.
Come è noto, la storia del genere umano è piena di credenze e di teorie che si sono sviluppate attorno alle cose più assurde e nelle quali le persone, per anni, hanno creduto. In tanti casi, però, quelle che erano delle credenze si sono dimostrate vere, con tanto di conferma e di spiegazione (che ovviamente in passato mancava) da parte della comunità scientifica. In tal senso, nello specifico andiamo adesso a puntare i riflettori sulle cipolle. Ed in maniera ancora più particolare su un potere, per così dire, che veniva riconosciuto a questo prodotto che è presente in tutte le cucine.

Nello specifico, questa caratteristica delle cipolle le hanno rese addirittura proibite, per così dire, per i sacerdoti e si tratta di un qualcosa che non può non sorprendere, come detto in precedenza. Andiamo a vedere, di conseguenza, di che cosa si tratta e che cosa bisogna sapere da questo punto di vista e per quale motivo questo alimento era totalmente proibita per i sacerdoti. E si tratta di una rinuncia, per il gusto raffinatissimo nonostante il cattivo odore, non di poco conto.
I sacerdoti non potevano mangiare le cipolle: ecco per quale motivo e che cosa sapere
Come è noto, è un prodotto che è diffuso in tutto il mondo e, da questo punto di vista, è del tutto fisiologico che si siano diffuse tante convinzioni a riguardo in tal senso. Nello specifico, però, anche se in pochi non lo sanno, ci sono delle storie che riguardano le cipolle davvero sorprendenti. A partire dal fatto che i sacerdoti non potevano mangiarle per una caratteristica che le veniva riconosciuta in passato e si tratta di una sorta di “potere“, come si suole dire a riguardo.

Testi antichi, infatti, provenienti da Egitto, Grecia ed anche dall’India descrivono le cipolle come dei potenti afrodisiaci in grado di aumentare la virilità degli uomini. A conferma di questa credenza così tanto diffuso in civiltà tanto diverse e lontane tra di loro, durante il Medioevo la cipolla veniva consumata tradizionalmente dai novelli sposi per migliorare la prestazioni della prima notte di nozze. Ai sacerdoti, invece, per le stesse motivazioni fino a questo momento esposte, era proibito mangiare cipolle per i loro effetti sulla libido.





