Dal primo ottobre Esselunga ha introdotto una novità che potrebbe essere interpretata come una brutta sorpresa per molti clienti affezionati.
Quando le aziende presentano delle novità provano, ovviamente, sempre a sottolineare gli aspetti positivi, mascherando tutti i possibili svantaggi collegati al cambiamento in atto. E una cosa del genere è successa anche con l’ultima piccola rivoluzione introdotta da Esselunga per ciò che concerne il sistema di raccolta punti dedicato ai clienti abituali.

Da qualche giorno, la Esselunga ha infatti presentato al pubblico un sistema di raccolta punti tutto nuovo. Studiando le nuove regole si scopre che l’azienda ha voluto eliminare il vincolo della soglia minima. Prima, per ottenere i punti bisognava spendere almeno 5 euro. Ora, invece, non conta il prezzo scritto sullo scontrino. I punti, tuttavia, cambiano. Fino a settembre 2025, l’azienda concedeva 2 punti ogni euro speso, anche se solo oltre la soglia minima di 5 euro per scontrino.
Ora, invece, la Esselunga concede ai suoi clienti con carta Fidaty solo un punto per ogni euro speso, anche se senza soglia minima. Dal punto di vista del marchio si tratta di una strategia che favorisce anche chi fa piccole spese e con frequenza irregolare. Non viene però specificato che la novità penalizza chi fa spese più consistenti (anche se 5 euro non sembrano questa cifra tanto rilevante). In pratica, i clienti ora ricevono la metà dei punti rispetto al vecchio sistema.
E non è tutto. Confrontando il nuovo catalogo dei premi con quello dello scorso anno ci si accorge che per ottenere sconti serve una spesa molto più alta. Prima con 3.000 punti si ottenevano 27 euro di sconto su 1.650 euro di spesa. Ora con 2.000 punti si possono avere 20 euro di sconto su 2.000 euro di spesa.
Clienti Esselunga sconcertati: più spesa, meno punti e meno sconti
Per quanto concerne la carta prepagata Ikea da 25 euro, ora occorrono 2.500 punti, cioè una spesa complessiva di 2.500 euro. Mentre prima il regalo arrivava con 1.300 euro di spesa: la metà. La tovaglia da 69 euro è concessa con 4.000 punti. Cioè con 4.000 euro spesi nel supermercato. Fino a settembre bastava spendere 2.500 euro.

L’analisi è chiara. I nuovi premi sono meno convenienti rispetto all’anno precedente. E la conversione da euro in punti e da punti in premio è peggiorata. La scarsa convenienza si evidenzia soprattutto per quei consumatori che fanno spese sopra i 10 euro. In pratica tutti, a meno che non ci si rechi al supermercato per comprare solo un panino con la mortadella.
E, a ben vedere, la qualità dei premi sembra un po’ calata, in particolare per quanto concerne la sezione elettrodomestici. In definitiva, i clienti potrebbero anche sentirsi un po’ delusi dal fatto che l’azienda si sia comportata con scarsa trasparenza, presentando le novità come sorprese convenienti… Anche perché sul sito del supermercato viene ancora presentata la vecchia promozione legata alle carte Fidaty.





