Tra buoni fruttiferi e tutte le altre soluzioni come forme di investimento da parte di un padre per un figlio ecco qual è il consiglio da parte dell’esperto. Andiamo a vedere tutto quello che c’è da sapere da questo punto di vista.
Come è noto, il ruolo di un genitore è sempre molto delicato e difficile, dal momento che ci sono tanti aspetti da tenere insieme. A partire dalla sicurezza di un figlio fino ad arrivare alla sua educazione, senza ovviamente dimenticare, in prospettiva futura, la sua stabilità in termini economici. Proprio per questo motivo, si cercano delle soluzioni che possano essere vantaggiose ed interessanti. Chiaramente il tempo, da questo punto di vista, è un prezioso alleato. In virtù di quanto detto, non può non venire a mente come opzione quella rappresentata dai buoni fruttiferi.
Si tratta di strumenti che tutti quanti noi conosciamo dal momento che sono a capitale totalmente garantito e riconoscono degli interessi. Che raramente sono elevatissimi ma che comunque possono rappresentare un gruzzoletto in prospettiva futura. Da questo punto di vista, però, ci sono anche delle altre opzioni che vanno assolutamente tenute in considerazione. A riguardo si è pronunciato Riccardo Spada, autore del podcast “The Bull”, ha rilasciato una intervista a Leggo in cui ha spiegato qual è la migliore forma di investimento da parte di un padre per un figlio.
Oltre ai buoni fruttiferi, che tutti noi conosciamo, ci sono altre due opzioni: un fondo pensione ed un Piano di Accumulo in ETF, gestito dai genitori, da considerare come parte del patrimonio familiare ma rivolto, ovviamente, ai figli. Per quanto riguarda la prima opzione, producono, maturando interessi fino ai 18 anni, possono rendere fino al 5% annuo. Avviare un fondo pensione per un bambino può sembrare strano, ma in realtà è una opzione molto interessante. Si matura subito anzianità contributiva, dopo 2 anni si può prelevare per la prima casa e dopo 8 anni si può prelevare il 30%.
Per quanto riguarda l’opzione rappresentata da un Piano di Accumulo da 100 euro al mese su un ETF globale, condotto in avanti per 25 anni, può trasformarsi in oltre 100.000 euro, e si parte da soli, si fa per dire, 30.000 euro investiti. In tal senso, hanno dei vantaggi differenti tra di loro, a partire dalla garanzia dei buoni fruttiferi postali, fino ad arrivare agli enormi interessi che frutta un piano d’accumulo. E la flessibilità, ovviamente, di un fondo pensione. Starà a te poi scegliere la migliore opzione per un figlio.
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