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Psicologia

C’è un motivo psicologico se scegli sempre lo stesso piatto al ristorante

Per molti di noi andare al ristorante è una coccola irrinunciabile. Ma per quale motivo tendiamo ad ordinare sempre gli stessi piatti?

Andare al ristorante è una “coccola” irrinunciabile per tante persone. Qui, infatti, possiamo gustare ricette nuove e sfiziose senza doverci preoccupare di cucinare tutto di nostra mano e pulire i fornelli una volta finito. C’è, però, chi tende ad ordinare sempre lo stesso piatto, privandosi della possibilità di scoprirne di nuovi. Per quale motivo ci si comporta in questo modo? Gli psicologi hanno una spiegazione.

C’è un motivo psicologico se scegli sempre lo stesso piatto al ristorante – osteriamammamia.it

Nonostante il generale aumento dei prezzi, che porta sempre più persone a dover fare delle piccole rinunce per arrivare alla fine del mese, concedersi un pranzo o una cena fuori continua ad essere una delle attività predilette quando si parla di uscite. Dopotutto, è un’ottima occasione per prendersi una pausa dalla routine quotidiana.

Oltre alla comodità, infatti, nei ristoranti possiamo provare piatti che non siamo abituati a mangiare a casa nostra (per mancanza di tempo o anche perché non sappiamo come cucinarli) e assaggiare le specialità di cucine diverse. Non tutti, però, sembrano voler approfittare appieno di questa possibilità: alcune persone preferiscono ordinare sempre lo stesso piatto.

Sempre lo stesso piatto al ristorante? Cosa dicono gli psicologi

Secondo la psicologia c’è un motivo, o più, se una persona ordina sempre la stessa pizza o non sceglie mai piatti diversi dai soliti dopo aver consultato il menù. Potrebbe trattarsi semplicemente di una questione di gusti personali o di consuetudine, ma questo atteggiamento può nascondere anche altre spiegazioni.

Sempre lo stesso piatto al ristorante? Cosa dicono gli psicologi – osteriamammamia.it

Ognuno di noi ha la sua routine e le sue abitudini. Tutto questo può favorire il nostro benessere: la ripetizione, infatti, aiuta a semplificare le attività quotidiane e trasmette un maggiore senso di sicurezza. Ciò che dovrebbe preoccupare è la tendenza ad agire e prendere decisioni seguendo schemi rigidi.

Una persona che ordina sempre lo stesso piatto, rifiutandosi di provare qualcosa di nuovo, e che si irrita appena non trova i suoi cibi preferiti potrebbe avere un bisogno eccessivo di controllo. Non si tratta necessariamente di un disturbo, ma comportamenti simili indicano una necessità di prevedibilità nella propria vita che, in molti casi, non è altro che un modo per gestire ansia e stress.

Coloro che stanno affrontando un periodo difficile, in particolare, potrebbero trovare conforto nei sapori familiari, che in questo modo finiscono col diventare un rifugio in cui proteggersi dal senso di instabilità e insicurezza.

Quando il cibo diventa fonte di conforto

Il cibo viene spesso associato al passato, con un forte valore affettivo: molti dei nostri piatti preferiti venivano cucinati dai nostri genitori o nonni e ci ricordano momenti felici dell’infanzia. Ogni volta che li assaporiamo, la mente ci riporta a quei tempi: ecco perché potremmo tendere a sceglierli sempre.

Quando il cibo diventa fonte di conforto – osteriamammamia.it

Quando mangiamo i nostri piatti preferiti, inoltre, il cervello rilascia dopamina – l’ormone del piacere. Con il passare del tempo, è inevitabile che si crei un legame tra il sapore che tanto ci piace e la sensazione di benessere. Questo è un altro dei motivi per cui scegliamo ogni volta gli stessi cibi: rivivere un’emozione positiva.

In conclusione, possono esserci diverse ragioni se una persona preferisce ordinare sempre gli stessi piatti: dalla semplice abitudine alla ricerca di un rifugio, passando per l’associazione tra un determinato cibo e un ricordo felice della propria infanzia. Una sfida che vi proponiamo è provare ad assaggiare un piatto nuovo, almeno una volta ogni tanto: è un esercizio di flessibilità mentale che non solo permette di scoprire ricette nuove e deliziose, ma anche di ricordare al cervello che non c’è niente di male nelle novità e nei cambiamenti.

Cindy Delfini

Classe 1997, dopo la laurea in Scienze sociali per la globalizzazione ho iniziato a collaborare con diverse redazioni. Appassionata di scrittura da sempre, mi interessano soprattutto i temi sociali e di attualità.

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