Il tuo compagno non trova mai le cose a casa? La psicologia ha svelato cosa c’è dietro

Perché gli uomini non trovano mai le cose in casa? Finalmente la psicologia ha spiegato cosa si nasconde dietro questo fatto.

Non è una battuta ma un fatto riconosciuto. Gli uomini non trovano nulla in casa, nemmeno se hanno l’oggetto della ricerca davanti agli occhi. Sfidiamo a controbattere questa affermazione anche perché la spiegazione del perché accade è fornita dalla scienza e dalla psicologia.

Uomo confuso e armadio
Il tuo compagno non trova mai le cose a casa? La psicologia ha svelato cosa c’è dietro (Osteriamammamia.it)

Un conto sono i pregiudizi su uomini e donne, un altro sono le verità appurate quotidianamente che non si possono smentire. Soffermiamoci sull’universo maschile, anch’esso oggi macchiato da stereotipi, pregiudizi e insegnamenti sbagliati. L’uomo non piange mai, non può avere paura né mostrare i propri sentimenti.

Questo è mostrare una maschera e abituarsi a vivere soddisfacendo quelle che sono le pretese di una società ormai arcaica e superata. Gli uomini amano il calcio, sono più bravi in matematica e in generale per le materie scientifiche. Non è vero così come è un pregiudizio infondato che se un uomo si avvicina ad una donna è solo per un secondo fine e non per esserle amico o che se in gruppo gli uomini diventano “animaleschi”. La generalizzazione è sempre sbagliata tranne in un caso, quando si parla di trovare le cose in casa.

Il motivo psicologico del non trovare le cose in casa

Qualunque donna abbia convissuto con un uomo – non necessariamente un compagno ma anche un fratello o un padre – sa con certezza che questo ha difficoltà a trovare le cose. C’è una spiegazione scientifica e cognitiva che spiega il perché non si tratta di una battuta ma di una verità. Si basa sulle diversità biologiche parziali della percezione visiva e dell’elaborazione spaziale.

Occhio azzurro
Il motivo psicologico del non trovare le cose in casa (Osteriamammamia.it)

Diversi studi di neuropsicologia hanno rilevato che il cervello maschile è portato a privilegiare una visione d’insieme e ad usare le capacità spaziali globali senza scendere nei dettagli. Il cervello femminile, invece, è capace di concentrarsi sui particolari e sugli elementi contestuali. Ecco perché in un contesto quotidiano la ricerca di un preciso oggetto in mezzo a tanti diventi difficoltosa per l’uomo anche se quell’oggetto è sotto ai suoi occhi.

L’attenzione è focalizzata sul tutto, sull’area generale e perde di vista i particolari. Daniel Simons e Christopher Chabris hanno parlato di effetto della cecità di disattenzione per spiegare come mai gli uomini non trovano le cose. Se la mente si focalizza su un obiettivo preciso filtra in modo inconscio ciò che non corrisponde all’oggetto della ricerca commettendo l’errore di non considerare rilevante quello che si cerca perché si confonde con altri oggetti simili.

Bisogna puntualizzare che esistono altri studi che smentiscono queste teorie. Spesso la ricerca di oggetti e della capacità di trovarli è associata ad abitudini cognitive e culturali. Le bambine fin da piccole vengono spinte all’osservazione dei particolari, meno i maschietti coinvolti maggiormente in compiti tecnici e spaziali. La cosiddetta cecità selettiva, dunque, potrebbe essere appresa e non innata anche perché le differenze nel cervello in base al sesso sono irrisorie secondo recenti indagini.

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