La scelta della forma della pasta non può essere lasciata al caso. Dietro a ogni formato, infatti, ci sono delle motivazioni ben precise. Ecco chi ha contribuito a fare la differenza.
Quasi tutti amano la pasta. Ci sono persone che la mangiano tutti i giorni, servendola con condimenti sempre diversi. È difficile non farsi travolgere dal suo gusto delicato e dalla consistenza avvolgente. Un dettaglio, spesso sottovalutato, è legato alla forma. Non si tratta di una questione da niente.
Oltre ad avere un significato estetico, infatti, consente l’ottima riuscita del piatto. Una decisione sbagliata potrebbe rovinare tutto sul nascere. A occuparsi della questione è stato un personaggio insospettabile, noto per ben altri motivi. Il suo contributo è stato cruciale per la riuscita del progetto.
La forma della pasta potrebbe essere considerata come un mero dettaglio estetico, per spingere le persone ad acquistare di più e a sperimentare svariate versioni. In realtà, le cose non stanno proprio così. Il gusto è strettamente legato a tale aspetto che, se sottovalutato, rischia di compromettere la fusione con il condimento e, di conseguenza, di vanificare tutti gli sforzi fatti.
Può sembrare sorprendente ma a occuparsi di ciò è stato anche Giorgetto Giugiaro, conosciuto per aver disegnato alcune delle auto più famose del mondo. L’uomo, che ha da poco compiuto 87 anni, di recente, ha rilasciato un’intervista per il The Wall Street Journal. Qui, ha affrontato l’argomento con precisione, concedendo rivelazioni preziose.
È impossibile non restare stupiti di fronte alla sua testimonianza. Si è soffermato su un’esperienza vissuta in passato, spiegando quello che era stato chiamato a fare: “Uno dei progetti più impegnativi su cui ho lavorato è stato un formato di pasta, nel 1983. Era costituito da due coppie di ‘tubi’ a forma della lettera greca beta. L’interno doveva trattenere il sugo mentre la giunzione tra i due tubi doveva dare corposità al momento della masticazione, evidenziando la sensazione di al dente”
È stato proprio questo il momento in cui ha imparato ad apprezzare il lavoro svolto dagli artigiani del campo. Non si tratta di un’impresa facile dato che ci sono un’infinità di elementi da considerare. Basta calcolare male qualcosa per fare un buco nell’acqua: “Questo lavoro mi ha fatto ammirare gli artigiani anonimi che hanno progettato la pasta 100, 150 anni fa. Erano veri geni. Basti pensare alle penne rigate, con i lati ondulati”.
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