Per aiutare realmente le famiglie in difficoltà economiche un supermercato offre la spesa gratis.
Nel 2025 oltre 5,7 milioni di persone vivono in condizione di povertà assoluta. Ormai è un fenomeno strutturale come dimostrato dai numeri in continua crescita. Si è arrivati ad una persona su dieci in povertà assoluta nella nostra nazione. Dati che lanciano un chiaro allarme per la società.

Alleanza contro la Povertà ha presentato un documento con proposte per garantire dignità e protezione a milioni di persone che si trovano in una condizione di povertà assoluta. In Italia c’è un’emergenza e la risposta oggi data è timida e inefficace. La denuncia è di misure di contrasto inadeguate e che lasciano senza supporto una larga parte della popolazione più fragile.
L’inflazione alimentare e abitativa, la precarietà lavorativa, le retribuzioni basse, il caro-affitti, la debolezza dei servizi sociali sul territorio sono le principali cause di impoverimento secondo il report di Alleanza contro la Povertà. L’Assegno di Inclusione? Arriva al 2,5% della popolazione, percentuale troppo bassa per considerare la misura efficacie. I pacchi alimentari? Una distribuzione non uniforme sul territorio italiano, non sufficiente e spesso umiliante che non dà modo alla famiglia di acquistare ciò di cui si ha veramente bisogno.
Il modello del supermercato a cui ispirarsi per aiutare le famiglie
La lotta alla povertà deve essere efficace e gestita in modo adeguato. In Canada un supermercato ci sta riuscendo senza far sentire nessuno stigmatizzato o umiliato. Il negozio è stato inaugurato nel 2024 ed è gestito dalla Regina Food Bank cn Bank of Montreal (finanziatrice dell’iniziativa). Oltre 15 mila famiglie in cerca di riscatto frequentano il BMO Asahtowikamik Community Food Hub.

Qui possono fare la spesa scegliendo ciò di cui hanno realmente bisogno e possono anche frequentare corsi dedicati ad adulti e bambini. Il negozio diventa un luogo di aiuto, di contrasto alla povertà e di formazione e inclusione. Un esempio che dovrebbe essere seguito in tanti altri Paesi visto che la povertà non ne risparmia nessuno. Si potrebbe replicare questo modello in Italia piuttosto che usare misure poco efficienti.
Sì, abbiamo la carta acquisti ma con 40 euro al mese si pensa veramente di sostenere chi ha bisogni economici seri? Poi c’è la Carta Dedicata a Te, questa già vale di più – 500 euro – ma esclude pensionati che abitano soli con una pensione minima. Ci sono Comuni che agendo su iniziativa autonoma realizzano aiuti più concreti come l’Emporio solidale Dora di Reggio Emilia. Sarebbe bello che questi esempi spronassero tutti ad attivare progetti di sostegno, rispetto e ascolto.





