Usi l’asse da stiro e poi lo lasci lì in casa: per la psicologia c’è un motivo

Ecco cosa vuol dire secondo la psicologia se si lascia l’asse da stiro in giro per casa: dietro a questo gesto banale, si nasconde una motivazione ben precisa.

C’è chi la lascia aperta accanto alla finestra, chi la appoggia distrattamente al muro del corridoio, chi la fa diventare quasi un pezzo d’arredo, con sopra una pila di panni che attendono giorni migliori. L’asse da stiro è uno di quegli oggetti che, pur avendo una funzione ben precisa, il più delle volte diventa un vero e proprio elemento della casa. Lasciato lì dove capita, si trasforma in una parte integrante dell’arredamento.

asse da stiro con vestiti in primo piano e sullo sfondo una donna con smartphone
Usi l’asse da stiro e poi lo lasci lì in casa: per la psicologia c’è un motivo Osteriamammamia.it

Eppure, questo gesto, in apparenza banale, non è solo questione di pigrizia o mancanza di tempo. Secondo la psicologia, quando questo accade non avviene mai per caso, ma alla base si cela un motivo, anzi dei motivi ben precisi. Un qualcosa che forse nemmeno immaginiamo, ma che rappresenta un lato distintivo della nostra personalità.

Ecco che cosa vuol dire, secondo la psicologia, lasciare l’asse da stiro in giro per casa, anche dopo aver finito di stirare

Non è di certo un caso se la psicologia aiuta a scoprire dei tratti del nostro essere che risultano essere ben nascosti in noi stessi. Analizzando comportamenti, all’apparenza ‘normali’, permette di capire cosa stiamo vivendo in quel preciso momento e forse cosa vogliamo nascondere a noi stessi e agli altri. Ecco che quindi, sempre secondo la psicologia, lasciare in giro l’asse da stiro ha una motivazione ben precisa.

asse da stiro piena di vestiti
Ecco che cosa vuol dire, secondo la psicologia, lasciare l’asse da stiro in giro per casa, anche dopo aver finito di stirare Osteriamammamia.it

Lasciare l’asse da stiro aperto o in giro dopo averlo usato non è solo una svogliatezza o una distrazione: dal punto di vista psicologico, può riflettere diversi meccanismi interiori o stili di personalità. Ecco i più comuni:

  1. Sospensione del compito: a volte non si ripone l’asse perché, inconsciamente, non si considera l’attività “davvero conclusa”. È come se la mente dicesse: “magari domani stiro un’altra cosa”. È un modo per lasciare aperta una piccola porta, rimandando la chiusura simbolica del compito.
  2. Evitamento della fatica mentale o decisionale: chi ha giornate piene tende a risparmiare energie cognitive: mettere via l’asse è una micro-decisione in più, e il cervello la posticipa, concentrandosi su ciò che sembra più urgente.
  3. Percezione parziale dell’ordine: alcune persone vivono bene in un ordine “funzionale”, non necessariamente estetico. Se l’asse non intralcia, non viene percepita come un disordine, quindi non scatena il bisogno di agire.
  4. Segnale di sovraccarico mentale o fisico: quando si accumulano molte incombenze, i dettagli secondari vengono trascurati. Lasciare l’asse montata può essere un piccolo indicatore di stanchezza, di mancanza di spazio mentale o di una giornata emotivamente piena.
  5. Legame con il controllo o la chiusura: psicologicamente, “riporre qualcosa” rappresenta la chiusura di un ciclo. Chi fatica a farlo potrebbe avere inconsciamente difficoltà a “chiudere” anche mentalmente le cose: lasciare l’asse lì è come dire “non è ancora finita”, in senso simbolico.

In sostanza, non è solo una questione pratica: può parlare di tempi mentali, gestione dell’energia e bisogno (o difficoltà) di chiudere i compiti.

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